Ortodonzia per bambini: denti dritti fin da piccoli!

Ortodonzia per bambini a Ciriè, perché intervenire da piccoli

Denti storti o accavallati, arcate superiori che coprono quelle inferiori e viceversa sono tra i problemi più comuni che affliggono le bocche dei bambini. Nonostante i fattori genetici abbiano un ruolo importante, spesso sono le abitudini errate come usare continuamente il ciuccio o succhiarsi il pollice a determinare l’insorgenza di problemi che possono essere risolti solo con l’aiuto di un ortodontista esperto.

Ortodonzia per bambini: non solo estetica!

Di cosa si occupa lo dice la sua etimologia: “ortodonzia”, infatti, deriva dal greco “orthos”, che significa “dritto”, e “odus-odontos”, che significa “dente”.
Più nello specifico, l’ortodonzia è un ramo dell’odontoiatria che si occupa del giusto allineamento dei denti e dell’equilibrato rapporto tra mandibola e mascella, che consente al paziente di masticare, deglutire, parlare, sorridere, e perfino respirare correttamente.
Anche la postura è direttamente influenzata dallo stato di denti e ossa mascellari: è quindi da sfatare il mito che l’ortodonzia si occupi solo di regalare un bel sorriso e un aspetto esteticamente piacevole!

La prima visita ortodontica dovrebbe essere eseguita intorno ai 4-5 anni, quando sono ancora presenti i denti da latte ed è già possibile verificare la presenza di problemi di masticazione o la presenza di morso incrociato (vedi il paragrafo successivo).
Quando, invece, convivono denti da latte e definitivi o quando sono spuntati tutti i denti definitivi sarà possibile evidenziare problemi come denti affollati, morso profondo o aperto, la cui definizione trovi nel paragrafo successivo.

I difetti più comuni nei denti dei bambini

Diastema
Si tratta dello spazio che può generarsi tra due denti vicini tra loro, di solito gli incisivi.
Le teorie sulle cause del diastema vanno da un’eccessiva lunghezza dell’arcata dentaria a un eccessivo spessore del frenulo, il tessuto che collega labbro superiore e gengiva. Nei bambini piccoli, si pensa che l’abitudine di succhiarsi il pollice possa favorire la comparsa di spazi nei denti da latte.

Denti sporgenti
Si tratta di uno dei problemi più comuni tra i bambini, favorito da fattori genetici, dall’abitudine di deglutire mettendo la lingua tra gli incisivi e dal succhiamento continuo del pollice.
Questo fattore, in particolare, fa sì che il palato diventi troppo stretto e che “spinga” in fuori i denti anteriori. Nei casi più gravi, i denti anteriori non toccano quelli inferiori nella parte centrale, dando origine al cosiddetto “morso aperto”.

Morso aperto
Nel morso aperto, alcuni denti dell’arcata superiore non incontrano quelli dell’arcata inferiore. Questo difetto, che riguarda solitamente i denti anteriori, impedisce una corretta chiusura della bocca e causa una deglutizione difficoltosa, con la lingua che spinge tra le due arcate.
Anche in questo caso, il “colpevole” è da rintracciarsi principalmente nel vizio del ciuccio o in quello di succhiarsi il dito, oltre che in fattori ereditari.

Morso profondo
Si ha morso profondo quando i denti dell’arcata superiore coprono in modo eccessivo quelli dell’arcata inferiore. Nei casi più gravi i denti superiori possono arrivare a toccare la gengiva inferiore e i denti inferiori possono raggiungere il palato, causando tagli e abrasioni alle mucose.
Oltre alle conseguenze estetiche, il morso profondo può rendere difficile masticare, respirare, parlare correttamente, oltre a predisporre il bambino a carie, parodontiti e problemi della colonna vertebrale.

Morso incrociato e morso inverso circolare
Si verifica quando i denti dell’arcata superiore si posizionano dietro quelli dell’arcata inferiore. Di solito riguarda i denti frontali, ma è possibile che interessi anche i denti laterali.
Le due condizioni possono anche coesistere, dando vita al cosiddetto morso inverso circolare.
Se non curato tempestivamente, il morso incrociato può causare problemi di masticazione, posizionamento asimmetrico della mandibola, maggiori rischi di sviluppare malattie parodontali e problemi di artrite.

Le “abitudini viziate” e i danni ai denti dei bambini

È chiaro: non possiamo cambiare la genetica! Ma i genitori dovrebbero cercare di intervenire su una serie di abitudini viziate dei bambini che, protratte nel tempo, possono compromettere il corretto sviluppo di denti e ossa mascellari.

Tra le abitudini viziate più comuni:

    Dito in bocca oltre i due anni
  • Uso del ciuccio oltre i tre anni
  • Uso del biberon dopo i cinque anni
  • Mordicchiare la matita, mangiarsi le unghie, mettere oggetti in bocca nei più grandi

Consigliamo anche di fare attenzione a segnali che possono indicare un problema ortodontico, ad esempio:

Respirazione con la bocca
Facilmente riscontrabile nei bambini con viso e naso stretti, la respirazione orale ha ripercussioni sull’armonico sviluppo maxillo facciale.

Deglutizione difficoltosa
I movimenti della lingua sono fondamentali per un rapporto corretto tra le arcate dentali.
Nei primi anni di vita il bambino deglutisce inserendo la lingua tra le arcate dentali e contraendo il mento. Verso gli 8 anni, invece, la deglutizione cambia: la lingua inizia a toccare il palato e il mento non si contrae più.
Se la deglutizione non si evolve, il bambino può andare incontro a malocclusioni, sviluppo di morso incrociato, spostamento laterale della mandibola.

Russamento notturno
Un palato stretto e una mandibola arretrata verso il mento sono tra le possibili cause di russamenti o apnee notturne nei bambini, che si risolvono con appositi dispositivi odontoiatrici.

Ortodonzia per bambini: a che età intervenire?

In alcuni casi è consigliabile un intervento ortodontico precoce, tra i 7 e i 9 anni, quando sono presenti anomalie nello sviluppo del palato, della mandibola, quando i denti non combaciano o il morso è incrociato.
Se non sono presenti problemi di questo tipo, la fase migliore per iniziare una terapia ortodontica è tra i 12 e i 14 anni, quando i denti definitivi sono quasi tutti presenti ma non sono totalmente assestati e le ossa mascellari non sono ancora del tutto sviluppate. Proprio grazie alla “malleabilità” di denti e strutture ossee è possibile ridurre i tempi del trattamento e ottenere ottimi risultati.

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